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Le costellazioni familiari sono un metodo di riconoscimento della realtà, che nasce dalla “percezione attraverso il raccoglimento in se stessi” e l’esperienza del campo di coscienza condiviso. L’osservazione del campo percettivo, campo morfogenetico, consente di riconoscere ciò che è. Bert Hellinger, uno psicoterapeuta sistemico tedesco, ha sviluppato questa modalità di percezione e di osservazione che privilegia il sentire profondo del cuore. In questa percezione che è essenzialmente esperienziale l’individuo, il terapeuta e il counselor entrano principalmente in rapporto con se stessi raccogliendosi e successivamente entrano in relazione con l’altro. L’osservazione della persona, dell’ambiente e della realtà avviene attraverso una modalità di osservazione sistemica ed esperienziale. L’individuo infatti vive in un ambiente caratterizzato da relazioni familiari, amicali e professionali.

L’aspetto innovativo delle costellazioni familiari è che il lavoro esperienziale non è rivolto a trovare soluzioni bensì a sviluppare “il sentire profondo” ed una diversa percezione da parte del partecipante. Inoltre l’approccio è immediato, diretto, privo di strutture di riferimento teoretico e teorico a cui riferirsi e privilegia l’esperienza diretta della persona ed i suoi vissuti senza interpretarli e giudicarli.

La costellazione, infatti, lavora sull’istante immediato, sul qui e ora. Il paziente espone il problema, il disagio, il quesito, il desiderio del cuore ovvero quello che cerca di vedere attraverso il “mettere in scena”. Gli altri partecipanti del gruppo divengono i rappresentanti di quanto è stato appena descritto. Nel momento iniziale della rappresentazione può accadere che l’immagine della realtà venga “offuscata” e modificata dalle convinzioni del cliente. Tuttavia osservando la posizione e i movimenti dei rappresentanti, è possibile avere un’immagine più chiara di come in realtà il problema o la difficoltà viene considerato e manifestato attraverso il campo di coscienza condiviso. Le rappresentazioni permettono di “vedere” non solo la situazione attuale del paziente ma anche tutto ciò che l’ha determinata, preceduta, ed in un certo senso l’ha generata attraverso le scelte ed i comportamenti dei familiari del cliente..

Molto spesso, infatti, tramite le costellazioni si scopre che nella famiglia ci sono delle persone che sono esistite, ma non sono mai state considerate, viste, conosciute e riconosciute dal resto dei componenti del sistema familiare, ed il paziente attraverso il suo comportamento anomalo le ricorda.

In questo modo è possibile rappresentare per brevi periodi immagini situazioni e atteggiamenti che hanno influenzato l’intero sistema familiare. Riconoscere quanto è accaduto consente di ristabilire una relazione significativa con persone, animali o oggetti che, seppure hanno fatto parte della nostra vita influenzandola in qualche modo con i loro comportamenti, sono stati dimenticati ed ignorati. Il cliente può riconoscere se stesso ed osservarsi in modo nuovo all’interno delle relazioni. Quindi può sviluppare la capacità di “sentire” e “vedere” attraverso l’anima ed il cuore. Nel lavoro delle costellazioni il riconoscere il legame con il nostro passato e con le persone che sono coinvolte in un modo o nell’altro nella nostra vita è fondamentale. Queste persone sono il nostro sistema di appartenenza, di origine e soprattutto di riferimento per quella che diventerà la base dei nostri modelli e delle nostre immagini della vita futura.

I concetti fondamentali osservati da Bert Hellinger sono gli “ordini dell’amore”, gli ordini dell’aiuto e riconoscere ciò che è.

Gli ordini dell’amore sono gli ordinamenti che stabiliscono l’amore nelle relazioni umane.

Possiamo sperimentare l’amore e il rispetto solamente se siamo in sintonia con questi ordini.

Il metodo delle costellazioni familiari è particolarmente innovativo nel campo della psicoterapia perché non si basa semplicemente su una relazione verbale tra terapeuta e paziente, ma ha come sua base e fondamento l’esperienza, il movimento, la rappresentazione e, soprattutto, il sentire del cuore. E’ questo l’elemento che differenzia le costellazioni da qualunque altro metodo di psicoterapia sia stato ideato fino ad oggi.

Lavorare col cuore implica una profondità ed un sentire diverso a cui si può arrivare solamente tramite un lavoro sulla propria esperienza e su quello che le emozioni che proviamo ci vogliono realmente trasmettere.

Concentrarsi sul sentire del cuore portandolo in primo piano rispetto alla mente, permette di formulare in modo più immediato un piano terapeutico e di intervento. E’ una grande innovazione della metodologia che consente di focalizzare subito il problema del paziente per poter poi agire subito su una sua possibile soluzione.

Bert Hellinger tramite l’invenzione del metodo delle costellazioni familiari ha aperto uno squarcio nel pensiero della psicoterapia che, dalle teorie di Freud a oggi ha sempre e soltanto seguito la strada della mente senza mai voltare lo sguardo verso il cuore.

Fonte: Associazioneaccademia.com

IN CHE MODO POSSONO AIUTARCI

Le Costellazioni Familiari sono dei facilitatori di consapevolezza. Attraverso questo strumento si offre la possibilità di osservare una situazione in maniera pura, senza filtri, schemi mentali e convinzioni radicate nel tempo.

Spesso siamo portati a guardare e a valutare una situazione secondo “propria coscienza” e a muoverci in suo nome. Sostenendo, addirittura, di aver agito per amore.

E quando facciamo questo non ci rendiamo davvero conto di quanto disordine andiamo a creare!
Il senso che abbiamo dell’amore è spesso malinteso. Siamo portati a pensare, credere, supporre secondo idee, ideologie, punti di vista; tutti preconcetti che limitano, chiudono e comunque ostacolano la visibilità di ciò che è per quello che effettivamente è.

La costellazione familiare mette in scena il sistema riguardo la dinamica per la quale si desidera avere chiarezza, dandogli tutta la possibilità di espressione.
E’ la persona stessa, quella che decide di osservarsi e osservare attraverso la costellazione che, con il proprio sentire e apertura del cuore si permette di accedere alla coscienza collettiva.
Ciò che ritorna dalle immagini e dal movimento che si sviluppa è semplicemente un altro punto di vista; quel punto di vista che mette d’accordo tutti.
Nuove informazioni giungono alla persona liberandola da pesi di cui ingiustamente – e sempre in base alla propria coscienza – si era fatta carico. Viene ristabilito un ordine e ridato ad ognuno il proprio giusto posto e ruolo. Se e quando si decide ( e questo avviene al più inconsapevolmente ) di accogliere queste nuove immagini, in un certo senso, si decide finalmente di “guardare oltre”, abbandonando gli ancoraggi ai soliti schemi ( invalidanti! ) e che fino a quel momento non avevano permesso di fluire in armonia.

Le costellazioni familiari di fatto non impongono nulla, semplicemente mostrano. E la persona rimane libera di scegliere cosa fare in relazione ai propri tempi e al proprio sentire. Tempi e sensazioni che vanno accolti comunque, nel rispetto della sacralità del percorso di ognuno.

Claudia Patel

 

COSA E’ il CAMPO MORFOGENETICO E IN CHE MODO SOSTIENE LA COSTELLAZIONE FAMILIARE?

Il campo morfogenitico o morfico è un campo energetico informato. Noi tutti ne abbiamo uno e vi siamo costantemente immersi e chi ne sperimentò dimostrandone per primo l’esistenza fu il biologo britannico Rupert Shaldrake.

Questo campo energetico è in sostanza una forza che agisce su di noi orientandoci negli spostamenti e nelle scelte.
Ognuno di noi è un individuo con la propria coscienza, e allo stesso tempo è anche l’insieme di tutte le coscienze del proprio sistema familiare e comunque di appartenenza. Noi siamo anche nostra madre, nostro padre i nostri nonni e così via, e questo che ci piaccia oppure no.
La forza, quindi, generata dalla coscienza del nostro sistema di appartenenza è quella che su di noi agisce con più intensità e possiamo definirla come il nostro campo morfico (coscienza collettiva).

Quando si mette in scena una Costellazione Familiare si ha la possibilità di accedere a questo campo – la persona stessa si dà il permesso di accedervi – dove si può osservarne tutti gli aspetti e riscontrarne eventuali “vizi di forma”.
A volte non è sempre buono per noi seguire fedelmente tutto quello che ci viene tramandato. Spesso questo ci fa assumere pesi, responsabilità e destini che non ci appartengono creando disagi, blocchi, problemi e tutto diventa faticoso.
I nostri avi, sono il nostro bagaglio, il nostro dono prezioso. Un dono che va onorato, visto ed accolto ma non per forza imitato.

Credo che per un Costellatore e per tutte le persone che prendono parte ad un lavoro di costellazione familiare sia ogni volta un occasione speciale. La persona che arriva ti permette di entrare nel suo spazio, uno spazio intimo e sacro. Questo è un dono fra i più grandi oltre che un grande onore. Questa persona non porta solo se stessa, apporta tutto il suo bagaglio fatto di informazioni importanti anche per noi.
Il campo non è soltanto un campo energetico informato, è anche e soprattutto un campo di Amore puro.

Claudia Patel

IL MOVIMENTO INTERROTTO dalla madre alla madre con le costellazioni familiari

“La nevrosi nasce nel punto in cui un movimento verso la persona amata è stato interrotto, e un comportamento nevrotico non è altro che un movimento circolare di questo tipo.” Bert Hellinger da “Gli ordini dell’amore”

Fin quando a tale movimento non verrà dato il modo di concludersi, colui che lo ha vissuto, anche da adulto avrà serie difficoltà ad accogliere e ricevere ciò che la vita gli offre. Altresì sarà spesso convinto che la vita abbia ben poco da offrirgli o comunque mai quello che si desidera.
Il “movimento interrotto” è quel momento in cui, un figlio piccolo nel movimento naturale che lo porta verso la madre, bisognoso di un contatto con lei appena nato o nei primissimi anni di vita, non riesce a trovarla. Parliamo anche di quei casi in cui appena nati si debba passare del tempo (alcuni giorni) in incubatrice senza che madre e figlio possano vedersi e avere un contatto. O quando una madre per qualsiasi motivo debba assentarsi, esempio per un intervento in ospedale…. Sono sufficienti pochi giorni e nel bambino si instaura un sentimento di dolore tale da cronicizzare in se emozioni di disagio, frustrazione, insicurezza e instabilità che lo accompagneranno anche da adulto in una costante sensazione di “ mancanza”.
La madre è colei che ci apre le porte per il mondo donandoci la vita, è il nutrimento, il trampolino di lancio per il nostro successo.
Quello che c’è va bene, così com’è, ed è tutto quello che ci serve.
Concludere questo movimento verso di lei è davvero importante.
Il lavoro con le costellazioni familiari è un valido strumento a nostra disposizione che ci offre la possibilità di ristabilire questo contatto, permettendo di vedere il punto esatto in cui è avvenuta l’interruzione, riportandoci proprio lì e delicatamente accompagnarci verso nostra madre con amore e fiducia.
Claudia Patel